Configuratore Camere Climatiche
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Per capire come la lattuga reagisce a un’ondata di calore serviva un ambiente in cui il caldo si potesse accendere e spegnere a comando. Il gruppo dell’Università della Tuscia lo ha ottenuto in una camera di crescita FDM: tre giorni a 43 °C, con luce e umidità invariate.
| Ente | Università della Tuscia, Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali (Viterbo) con il CNR — Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri (Porano) |
| Ambito | Fisiologia delle colture, stress termico su lattuga |
| Strumentazione FDM | Camera di crescita climatizzata LFC1500SXPRO |
| Pubblicazione | Frontiers in Plant Science, vol. 17, art. 1773490 (2026) |
| DOI | 10.3389/fpls.2026.1773490 |
| Licenza | Open access, CC BY 4.0 |
Le ondate di calore estive sono uno dei fattori che più incidono sulla resa delle colture da foglia. La domanda del gruppo di ricerca era se un trattamento fogliare a base di idrolizzato proteico di origine vegetale, da solo o combinato con calcio, possa attenuare il danno da stress termico sulla lattuga.
La prova, condotta nell’estate 2024 su Lactuca sativa L. cv. Salanova Aquino, ha confrontato tre trattamenti — controllo, idrolizzato proteico e idrolizzato proteico con calcio — in blocchi randomizzati con otto repliche per trattamento. Il punto critico del disegno sperimentale era la riproducibilità dell’evento di calore: perché il confronto fra i tre gruppi avesse senso, l’ondata di calore doveva essere identica per tutti e attribuibile solo alla temperatura, senza variazioni di luce o di umidità che avrebbero introdotto una seconda variabile.
Dall’ottavo giorno dopo il trapianto le piante sono state trasferite nella camera di crescita FDM, citata nei materiali e metodi dell’articolo:
«The trial was conducted in summer 2024 in climate-controlled chamber (Fratelli Della Marca, Environment Makers, LFC1500SXPRO, Rome, Italy)»
— Fiore et al. 2026, Frontiers in Plant Science, sezione 2.1
La camera ha mantenuto le condizioni di riferimento a 26/16 °C giorno/notte, umidità relativa al 60%, fotoperiodo 16/8 ore e radiazione fotosinteticamente attiva di 216 µmol m⁻² s⁻¹. Su quel fondo costante è stata costruita la rampa di stress: due giorni di acclimatazione a 32/21 °C e poi 38/26 °C, tre giorni di stress termico a 43/30 °C giorno/notte, quindi il ritorno ai valori iniziali. Gli autori spiegano di aver inserito l’acclimatazione proprio per evitare uno shock dovuto al passaggio improvviso da 26/16 a 43/30 °C.
Durante lo stress umidità, fotoperiodo e intensità luminosa sono rimasti agli stessi valori del periodo precedente. È il tipo di controllo che una camera di crescita con illuminazione programmabile deve garantire quando la variabile in esame è una sola: la temperatura si muove secondo il profilo impostato, tutto il resto no.
Alla raccolta, 29 giorni dopo il trapianto, i due trattamenti fogliari hanno aumentato il peso fresco dei germogli del 73% e dell’82% rispetto al controllo (p ≤ 0,001). Il dato più interessante riguarda però la fase di recupero: nei sei giorni successivi allo stress la biomassa digitale del controllo è calata in modo lineare, mentre il trattamento con calcio è tornato a crescere e l’idrolizzato proteico si è mantenuto stabile.

Subito dopo i tre giorni a 43 °C, l’attività antiossidante delle foglie trattate con idrolizzato proteico era significativamente più alta del controllo (FRAP 454,6 contro 393,6 mM Trolox/100 g di peso fresco). Sul fronte minerale, il calcio fogliare è passato da 27,6 g/kg di sostanza secca nel controllo a 38,3 g/kg nel trattamento combinato.
La separazione fra i tre gruppi è visibile perché lo stress è stato abbastanza severo da produrre un danno misurabile e abbastanza controllato da essere identico per tutti: un risultato che dipende direttamente dalla ripetibilità del profilo termico in camera.
Il codice LFC1500SXPRO identifica a catalogo FDM un armadio climatico con illuminazione FLUOLAMP, campo di lavoro da 0 a +55 °C, 1.180 litri netti di volume utile e camera interna in acciaio inox. Il suffisso PRO indica la versione con programmatore: i profili giorno/notte e le rampe di temperatura si impostano una volta e la camera li esegue senza intervento manuale, che è la condizione per far durare cinque giorni la sequenza acclimatazione-stress-recupero senza toccare nulla.
Appartiene alla linea delle camere con illuminazione, disponibile da 140 a 2.300 litri, in cui luce, temperatura e umidità sono regolati in modo indipendente e distribuiti in modo uniforme su tutti i ripiani.
Quando il protocollo richiede parametri o geometrie che le serie standard non coprono, la camera viene progettata sul protocollo: è il percorso delle nostre soluzioni custom.
Fiore L., Cardarelli M., Proietti S., Moscatello S., Colla G. (2026). Foliar applications of a vegetal-derived protein hydrolysate alone or in combination with calcium alleviate heat stress in lettuce by boosting leaf antioxidant activity. Frontiers in Plant Science, 17, 1773490. https://doi.org/10.3389/fpls.2026.1773490
Se utilizzi una camera FDM in una pubblicazione, cita la strumentazione con la dicitura completa: FDM Environment Makers (F.lli Della Marca S.r.l.), Rome, Italy — https://www.fdm-makers.com, seguita dal modello (in questo caso LFC1500SXPRO).
L’elenco completo dei lavori scientifici che citano strumentazione FDM è nella pagina Ricerca e pubblicazioni.
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