Camera climatica per test su materiali edili

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I materiali tendono a modificare le proprie caratteristiche in base alle diverse condizioni ambientali alle quali sono esposti.

A partire dalla natura di ciascuno e dall’utilizzo che ne verrà fatto, è fondamentale quindi poter essere in grado di prevedere la reazione di un composto in qualsiasi possibile situazione, prima di metterlo in commercio.

 

Prove sui materiali da costruzione

Il discorso assume ancor più importanza quando parliamo di materiali edili.

I composti che servono a realizzare le nostre case, i nostri edifici, devono essere sottoposti più degli altri a stress test e a riproduzioni di condizioni ambientali che simulino quelle reali:

parliamo quindi di test climatici per materiali da costruzione.

I cambiamenti climatici e i materiali da costruzione

Oggi come non mai, inoltre, gli edifici devono fare i conti con le conseguenze del cambiamento climatico, un tema al centro di numerosi recenti dibattiti.

Le costruzioni, soprattutto quelle progettate in tempi non recentissimi, hanno presentato un sensibile incremento dei danni negli ultimi anni. L’imprevedibilità delle condizioni meteorologiche (siccità, piogge e venti forti, temperature record – si veda il fenomeno delle isole di calore urbane) sta mettendo a serio rischio la tenuta dei nostri edifici.

Una vulnerabilità non gestibile, se non si corre ai ripari.

Il disfacimento di strutture per via degli effetti del cambiamento climatico è un fenomeno in aumento: uno dei vari esempi che abbiamo già trattato è quello del criosollevamento.

 

Test climatici su materiali edili e da costruzione

Come costruire quindi edifici che siano meno soggetti a queste imprevedibilità?

Sottoponendo i materiali da costruzione a test di stabilità ed invecchiamento accelerato.

La crescente richiesta di prodotti da costruzione più resistenti, flessibili e meno esposti ai vari fenomeni climatici, ha conseguentemente aumentato la domanda di test più rigidi sui materiali da costruzione.

Allo stesso tempo, i vari centri di ricerca hanno elaborato norme e standard di riferimento per regolarizzare i vari processi.

Le norme di riferimento più diffuse sono: EN-1367-1, EN-12004; EN-1348 

Come produrre quindi materiali da costruzione resistenti?

Sottoponendo i materiali a test climatici.

 

L’esperienza di FDM nella realizzazione di camere climatiche

FDM è nel campo dal 1949: negli anni abbiamo acquisito un know-how molto importante, divenendo leader nell’ambito dei test climatici su materiali, grazie ad un’innovazione ed un’attenzione al cliente unica.

Rispetto a quest’ultima, infatti FDM è in grado di fornire soluzioni totalmente personalizzate, anche da zero, in base ai diversi requisiti del cliente, a partire dal core business, quello delle camere climatiche.

 

Un esempio concreto: inondazione di calcestruzzo in ambiente climatico

Prendiamo il caso specifico del calcestruzzo.

Tante aziende ci contattano ogni giorno per eseguire proprio test in camera climatica per provini/campioni di materiali da costruzione come il calcestruzzo. 

Per approfondire i test sul calcestruzzo leggi anche questa guida alla carbonatazione del calcestruzzo 

Il problema da risolvere è quindi testarne la resistenza a differenti possibili condizioni ambientali.

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Il sistema vasche per camere climatiche FDM

Per effettuare prove di calcestruzzo in ambiente climatizzato, abbiamo creato un ambiente controllato con sistema di affogamento.

La camera climatica con sistema di allagamento FDM per test su materiali edili tratta il calcestruzzo immergendolo in acqua e controllandolo climaticamente tramite un sistema di vasche.

Il sistema vasche per le camere climatiche, permette di riempire e svuotare acqua in un contenitore situato dentro la camera climatica, senza l’apertura della stessa.

Esso è composto da due contenitori del volume di 150 litri ciascuno.

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Il riempimento del contenitore interno viene gestito da un dispositivo di livello.

Il riempimento e lo scarico dell’acqua avvengono tramite una valvola di carico/scarico situata in fondo ad entrambi i contenitori.

Il contenitore esterno è suddiviso in due parti, una contenitrice di acqua, e un’altra gestisce il movimento di essa.

Al suo interno è installata una pompa idraulica, una valvola di scarico e un termostato di temperatura per l’acqua.

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Il termostato è settato a 23°C dal costruttore, e gestisce l’esatta temperatura dell’acqua tramite una resistenza.

Di seguito potrai scaricare una scheda tecnica riassuntiva riguardo questo sistema.

 

Scarica la scheda tecnica oppure Contattaci per un preventivo personalizzato sulle tue specifiche esigenze.

Per applicazioni specifiche di carbonatazione e atmosfere a CO2 controllata su materiali edili, FDM realizza una camera per test CO2 dedicata, conforme agli standard EN 12390-12 e ASTM C1202.

Normative di riferimento per i test su materiali edili

I test climatici su materiali da costruzione sono regolati da una serie di norme europee e internazionali. Ecco le principali norme eseguibili con le camere FDM per test su calcestruzzo.

EN 12390-9 — Resistenza al gelo-disgelo del calcestruzzo

La EN 12390-9 definisce il metodo per determinare la resistenza allo scaling (sfaldamento superficiale) del calcestruzzo indurito sottoposto a cicli di gelo e disgelo in presenza di soluzione salina. I provini vengono posti con la superficie di prova a contatto con una soluzione di NaCl al 3% e sottoposti a cicli termici:

  • Fase di gelo: -20C per almeno 16 ore
  • Fase di disgelo: +20C per almeno 8 ore
  • Numero di cicli: 28 cicli (28 giorni)

Al termine, si misura la massa di materiale sfaldato dalla superficie. La camera FDM C-BCXPRO con sistema di allagamento e la soluzione ideale per questa prova, grazie al controllo preciso delle rampe e alla possibilita di gestire il livello del liquido automaticamente.

EN 1367-1 — Resistenza al gelo degli aggregati

La EN 1367-1 determina la resistenza al gelo degli aggregati (ghiaia, pietrisco) utilizzati nel calcestruzzo e nei manti stradali. I campioni vengono immersi in acqua e sottoposti a 10 cicli di gelo-disgelo tra -17,5C e +20C. La perdita di massa percentuale dopo i cicli indica la resistenza al gelo dell’aggregato.

Questa prova richiede una camera con sistema di immersione dei campioni e range di temperatura da almeno -20C a +25C. Le camere FDM serie C-BXPRO con sistema vasche soddisfano questi requisiti.

EN 12004 — Adesivi per piastrelle: resistenza al gelo

La EN 12004 include tra i requisiti la verifica della resistenza al gelo-disgelo degli adesivi cementizi per piastrelle ceramiche. I provini (piastrella incollata su supporto) vengono sottoposti a cicli termici per verificare che l’adesione non venga compromessa dalle sollecitazioni termiche.

Altre norme per materiali da costruzione

Oltre alle norme sopra citate, le camere FDM sono utilizzate per eseguire prove secondo:

  • EN 12390-2: maturazione dei provini di calcestruzzo a 20C in ambiente umido controllato
  • EN 12390-12: test di carbonatazione accelerata in atmosfera controllata con CO2
  • EN 13687-1/2/4: cicli termici su rivestimenti e sistemi di protezione del calcestruzzo
  • EN 1338/1339/1340: resistenza al gelo di masselli, lastre e cordoli in calcestruzzo
  • ASTM C666: standard americano per la resistenza al gelo-disgelo del calcestruzzo (metodo rapido)

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Scopri la soluzione FDM per i test su calcestruzzo: la nostra camera per test su calcestruzzo è conforme alle normative EN 12390-9 e UNI EN 1367-1, con sistema di immersione automatico e cicli gelo-disgelo programmabili.

Domande Frequenti sui Test Climatici su Materiali Edili

Quali materiali edili richiedono test in camera climatica?

Praticamente tutti i materiali da costruzione soggetti a esposizione ambientale: calcestruzzo (test di carbonatazione, gelo-disgelo), malte e intonaci (aderenza dopo cicli termo-igrometrici), membrane impermeabilizzanti, serramenti e vetrate isolanti, isolanti termici (EPS, XPS, lana di roccia), pitture e vernici per esterni, pannelli compositi WPC, sigillanti. I test climatici sono obbligatori per la marcatura CE secondo il regolamento CPR (UE) 305/2011.

Quanto durano i test di invecchiamento climatico accelerato sui materiali edili?

Dipende dalla norma: il test gelo-disgelo secondo UNI EN 12371 prevede 56 cicli (circa 4-6 settimane). I test di invecchiamento termo-igrometrico tipici durano 300-1.000 ore. Per test di carbonatazione accelerata si va da 28 a 180 giorni. Il test UV secondo EN ISO 4892 sui rivestimenti dura tipicamente 1.000-2.000 ore.

Che range di temperatura servono per i test su materiali edili?

La maggior parte dei test richiede un range -20°C ÷ +70°C, con estensione a -40°C per climi alpini o +80°C per facciate esposte al sole diretto. I cicli gelo-disgelo operano tra -20°C e +20°C con rampa controllata. I test di sollecitazione termica combinata (EN 1026, EN 12412-2 per serramenti) arrivano a -10°C su un lato e +40°C sull’altro con controllo differenziale.

Serve una camera certificata per marcatura CE dei materiali edili?

La norma non richiede esplicitamente “camera certificata”, ma impone che i test siano eseguiti presso laboratori accreditati secondo ISO/IEC 17025 (ACCREDIA in Italia) e che la camera sia qualificata IQ/OQ e tarata periodicamente con strumenti riferibili a standard metrologici nazionali. Le camere FDM sono progettate per soddisfare questi requisiti e sono in uso presso numerosi laboratori ACCREDIA di prova materiali edili.

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