Configuratore Camere Climatiche
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La nostra guida nella scelta della camera climatica più adatta alle tue necessità.


Il bagno termostatico da laboratorio è uno strumento utilizzato per riscaldare e mantenere a temperatura controllata campioni di sostanze, soluzioni o componenti. Si tratta di una vasca in acciaio inossidabile riempita con un fluido termovettore — acqua o olio — che garantisce una distribuzione uniforme del calore.
A differenza delle piastre riscaldanti o dei forni, il bagno termostatico offre un riscaldamento indiretto e omogeneo, senza punti caldi o gradienti termici. Questo lo rende indispensabile in tutti i processi dove la precisione termica è critica: dalla preparazione di campioni alla calibrazione di strumenti, fino ai test di conformità normativa.
Il principio di funzionamento è semplice ma efficace. Un elemento riscaldante elettrico porta il fluido alla temperatura impostata, mentre un sensore di temperatura (solitamente una sonda Pt100 o un termistore) fornisce un feedback continuo al controllore. Il sistema di regolazione PID mantiene la temperatura stabile con tolleranze tipiche di ±0,1 °C.
I bagni termostatici FDM sono dotati di vasche elettrosaldate in acciaio inox AISI 304 o AISI 316 e di un’interfaccia di controllo esterna — digitale o analogica — che consente di programmare cicli termici e automatizzare i processi.
Gli elementi chiave di un bagno termostatico sono:
La scelta del fluido termovettore determina il range di temperatura e le applicazioni possibili. Esistono due categorie principali di bagno termostatico:
Il bagno termostatico ad acqua è il modello più diffuso nei laboratori. Utilizza acqua distillata o deionizzata come fluido e raggiunge temperature fino a 100 °C (99,9 °C per precisione, evitando l’ebollizione). È la scelta ideale per:
Il vantaggio principale è il costo contenuto del fluido e la facilità di manutenzione. Lo svantaggio è il limite di temperatura a 100 °C.
Il bagno termostatico ad olio utilizza olio siliconico come fluido termovettore e raggiunge temperature fino a 200 °C. In alternativa all’olio siliconico, è possibile utilizzare olio minerale o altri fluidi ad alto punto di ebollizione.
Le applicazioni tipiche includono:
Il bagno ad olio richiede maggiore attenzione nella manutenzione e nella gestione del fluido esausto, ma è insostituibile per tutte le applicazioni oltre i 100 °C.
Il bagno termostatico trova impiego in numerosi settori industriali e di ricerca:
La scelta del modello dipende da quattro fattori principali:
Per chi necessita di un controllo climatico completo (temperatura + umidità), è possibile valutare una camera climatica, che offre un ambiente chiuso con parametri programmabili.
FDM Environment Makers progetta e produce bagni termostatici da laboratorio dal 1949, interamente in Italia. I nostri modelli offrono vasche in acciaio inox AISI 304 o 316, capacità fino a 360 litri e interfaccia di controllo intuitiva per programmare cicli termici automatizzati.
Ogni bagno termostatico FDM può essere configurato in base alle esigenze specifiche del laboratorio: volume, fluido, range di temperatura e accessori. Per esigenze particolari, realizziamo anche soluzioni su misura.
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La scelta del fluido termovettore dipende dal range operativo e dalle applicazioni. L’acqua deionizzata copre 5-95 C, ha capacita termica eccellente (4,18 kJ/kg K), costo nullo, ma limiti: sotto 0 C congela, sopra 100 C evapora, favorisce corrosione componenti metallici. L’aggiunta di glicole etilenico 30-50% estende il range a -25 / +100 C ma riduce la conducibilita termica e richiede biocidi. L’olio siliconico (tipicamente polidimetilsilossano) copre -80 / +300 C con stabilita ossidativa elevata, viscosita controllata, compatibilita con la maggior parte dei materiali. Limiti: costo elevato (50-200 EUR/L), capacita termica inferiore (circa 1,5 kJ/kg K), manutenzione periodica per degradazione sopra 200 C con formazione di gel. Per tarature metrologiche SIT/ACCREDIA si usano oli dedicati (Fluorinert FC-77, Dow Corning 510) con viscosita bassa e non tossici. Per applicazioni GMP farmaceutico si preferisce acqua purificata USP con circolazione continua e filtrazione 0,22 um.
Le prestazioni dei bagni termostatici professionali sono caratterizzate da tre parametri DIN 12876: stabilita temporale (fluttuazione al setpoint, tipicamente +/- 0,01 / +/- 0,05 C), uniformita spaziale (gradiente nel volume utile, 0,02 – 0,5 C), precisione di impostazione (scostamento tra setpoint e valore medio, 0,1 – 0,5 C). Un bagno da laboratorio generico ha stabilita 0,05 C a 37 C, uniformita 0,2 C in 10 L. Un bagno da taratura metrologica raggiunge 0,005 C stabilita e 0,01 C uniformita tramite agitazione forzata a ventola, circuito di riscaldamento distribuito, sensore PRT di riferimento. La qualifica IQ/OQ/PQ richiede mappatura in 9 punti con sonde Pt100 Classe 1/10 DIN calibrate ACCREDIA, durata test 1 h dopo stabilizzazione, tracciabilita SI completa. La calibrazione va ripetuta annualmente o dopo ogni intervento su sensori/controllo.
La taratura di termometri secondari (termocoppie, PRT industriali) avviene per confronto in bagno termostatico con termometro di riferimento SPRT o PRT Classe 1/10 calibrato SIT con tracciabilita ITS-90. Procedura: (1) immersione sensori a profondita >= 10x diametro per annullare conduzione dello stelo; (2) stabilizzazione 15-30 min al setpoint; (3) lettura simultanea riferimento e dispositivo sotto taratura, almeno 10 letture a intervallo 30 s; (4) calcolo media, deviazione standard, scostamento rispetto al riferimento; (5) ripetizione a 3-5 setpoint coprenti il range; (6) calcolo incertezza estesa U95 secondo GUM includendo contributi bagno (uniformita, stabilita), riferimento, DUT, deriva nel tempo. Il certificato di taratura conforme ISO/IEC 17025 deve riportare catena metrologica, fattori di copertura k=2, tabella letture, raccomandazioni intervallo ricalibrazione (tipicamente 12 mesi).
DIN 12876 classifica i bagni termostatici in 3 classi di sicurezza secondo il fluido: Classe I per liquidi non combustibili (acqua); Classe II per liquidi combustibili con T flash > T setpoint + 25 C; Classe III per liquidi combustibili con T flash prossimo al setpoint (piu stringente). I rischi specifici per oli siliconici a T > 150 C includono: (1) degradazione termica con rilascio di vapori infiammabili (formaldeide, silossani volatili); (2) accumulo di umidita con formazione di bollici e overshoot termici; (3) rottura serpentine per shock termici. I sistemi di sicurezza obbligatori includono: termostato di sicurezza indipendente con reset manuale (limite tipico +10 C sopra setpoint), sensore di livello fluido con cut-off, protezione da surriscaldamento per vuoto vaschetta, valvola di espansione per dilatazione termica, involucro ventilato per dispersione vapori. L’installazione in cappa aspirante e raccomandata per T > 200 C con oli.
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